Appena nasce un bimbo nella famiglia si scatena un'agitazione quasi infernale.
C'è chi lo "viviseziona" trovando tratti del papà, della mamma, dei parenti vari. Addirittura c'è chi porta le foto di quando uno dei genitori era piccolo e insiste per far notare le somiglianze.
Poi comincia lo stillicidio dei pesi e delle lunghezze.
"Mio nipote pesava quattro chili ed era lungo cinquantatre centimetri, il tuo?".
Tu, ti guardi in giro e pensi che quella stia parlando di un luccio pescato dal marito e non del nipote, e rispondi timidamente, quasi sussurrando: "Il mio due chili e nove... era lungo quarantanove.".
E allora vedi brillare gli occhi della nonna che ti sta di fronte. Il suo sì che era un bambinone.
Fa nulla se poi, negli anni si scopre che i quattro chili erano solo ciccia e niente cervello, mentre i due chili e nove era per la maggior parte cervello, ma nel frattempo lei se ne va tronfia di averti battuta.
Ma la cosa più perfida avviene quando diventi nonna per la prima volta: "Ma guarda la nonna!".
Tu ti giri, e scopri che la nonna sei tu!
Ma com'è successo? Com'è passato tutto quel tempo? Com'è potuto succedere?
Poi guardi quella creatura e "digerisci" anche la "nonna".
Basta che la cosa resti fra noi, e non si sappia molto in giro.
Io adoro mio nipote ma odio il termine nonna.
La nonna era la mia nonna. La mia nonna Vittoria che vestiva di grembiuloni neri a fiori bianchi, con il suo bravo cucu in testa, e che mi preparava sempre il tè con i biscotti, e la zuppa inglese.
Quella era la nonna, io no.
Io non ho grembiuloni neri a fiori, cucu in testa e non preparo tè con i biscotti, né tanto meno zuppe inglesi.
Sono una che lavora fuori casa, che brucia le torte (qualche volta almeno), che brontola e che corre sempre veloce perché ha sempre tante "cose" da fare.
La mia nonna Vittoria aveva solo noi, me e mia cugina. Lei aveva sempre tempo.
Lei era la nonna. Io no.